II° INCONTRO con S.ANGELA: IL CROCIFISSO e LA CONFESSIONE

E’ il secondo incontro su S.Angela dei quattro programmati dalla Comunità dei Frati a S. Francesco. Questa volta è P. Massimo Vedova a parlarci dell’esperienza di Angela con il Crocifisso e della complessa esperienza della confessione.

Inizia con una affermazione chiarificatrice ed esaltante riguardante il “LIBER” : “E’ il più bello tra tutti gli scritti di spiritualità, è una enciclopedia spirituale per noi tutti chiamati ad una vera conversione”. Così si comprende che il Liber non appartiene alla “collana delle agiografie dei santi”, ma è ben altro.

Entra poi nel merito dell’argomento: il “Crocifisso”.  Lo sguardo di Angela prima alla croce, vista come strumento di morte, col tempo si sposta al “Crocifisso”in una relazione sempre più vitale. E’ il suo percorso, ma lo è anche per ciascuno di noi cui  è chiesto di superare una ”visione pietistica”:“Povero Gesù, ma chi te lo ha fatto fare?” E ancora: “Ma nel mondo cosa è cambiato?” E ci si ferma qui, magari dopo un bacio alla croce. Ma è a questo punto che Angela suscita la domanda chiave per un vero cammino spirituale suo, e per ciascuno di noi: “Ma in me, cosa cambia?

 Foligno, Assisi, S. Francesco e il suo amore per il crocifisso …tutto questo incide su Angela. A lei pesa il suo passato che cancellerà dopo alcuni tentativi non riusciti di confessioni. Ma per questo passato il Cristo si è immolato ed Angela si prostra ai piedi della Croce, vi rimane, portando “tutta la sua vita”, fin dai primi passi che lei enumera. Vi porta ogni volta tutti i suoi peccati nella loro verità e nella propria responsabilità, senza trovare colpe negli altri. Quale differenza per i nostri esami di coscienza! Incalza P. Massimo, dove spesso vogliamo trovare giustificazioni! Certo Angela riceve una “illuminazione” circa i suoi peccati (6° passo), ma dopo averla richiesta; è grazia, come è grazia il dolore per il peccato! Ma è grazia per tutti, e sempre, se il nostro vero, personale atteggiamento sarà di verità sulla nostra vita e sul Crocifisso che deve assumere in ciascuno di noi la sua vera identità. Chiediamoci: E’ “reale” il Crocifisso per me? “Realmente” credo in colui che ha sofferto per me? E’ qui l’inizio di un vero cammino che mi può essere “concesso” (termine usato spesso da Angela), magari col tempo, come fu concesso a lei, fino a percepirne il “fuoco”, quello stesso di Gesù (“Sono venuto a portare un fuoco sulla terra!!”).

 Angela comincia a spogliarsi di tutto. E noi? Senza pretendere di ricopiarla, potremmo, grazie alla Croce, togliere di mezzo, spogliarci di tutte le nostre contraddizioni e le nostre debolezze. Inoltre potremmo anche accogliere, per grazia, il desiderio di una continua trasformazione. Angela comincia un suo cammino forte e strano per noi, che neppure lei aveva previsto: spogliamento, penitenze, povertà, ma nulla era adeguato alla realtà della Croce. Ma non è questo il problema, incalza P Massimo. Ed allora? La soluzione è soltanto nel LASCIARSI TRASFORMARE, Angela lo chiederà anche a Maria.

Il problema vero per noi consiste nel liberarci da noi stessi, vera grazia!, e soprattutto di immergerci nella Passione, con Lui, in Lui (quale bella Pasqua ci attende!) rendendoci conto che nella la sofferenza  c’è l’amore, l’amore “passionato”, anche in ciascuno di noi, come frutto della grazia! Lui lo fa: occorre per questo, averne lo stupore che Lui vuole darci, e la capacità di crescere nell’amore alla Sua PAROLA!

Così P. Massimo, e con grande passione, ha saputo coniugare il cammino di Angela, stupefacente e arduo, con quello di ciascuno di noi, sapendo cogliere il senso profondo coniugabile con il nostro tempo e con la nostra vita: Angela non appare più, in tal modo, come avulsa dalla realtà: ogni suo passo può incidere nel mio, e soprattutto si è compreso che il “sapere”, il “capire” deve trasformarsi in vita, in “esperienza”.

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