Incontro di approfondimento della Figura di Santa Angela nella Chiesa del Gonfalone a Foligno

Grazie alla Comunità dei Frati di S. Francesco, nella chiesa del Gonfalone, domenica 4 marzo, sono iniziati gli incontri su S. Angela (4 e 18 marzo; 22 aprile 27 maggio ore 16,30): l’affluenza della gente, al di là anche dei parrocchiani delle due Parrocchie affidate alla comunità, è il segno del desiderio di conoscenza e di approfondimento di una figura, nota nel mondo, per le pagine della Sua stupenda ascensione in Dio, uniche per la loro bellezza e per la loro attualità, teologicamente all’avanguardia e ricche per una profonda riflessione, grazie alla loro unica attualità.

 Il relatore, nella persona di P. Franco Bonamano, Ministro Provinciale della Provincia Italiana di S. Francesco, ha introdotto il tema affidatogli: “La conversione”, partendo proprio da alcuni presupposti generali sul peccato, come rottura o indebolimento della nostra relazione con Dio, per l’attaccamento smodato alle cose, al piacere, all’avere, in maniera disordinata, per l’idolatria di esse e di noi stessi (autolatria). L’esito di tutto questo? Una vita spirituale mediocre, attaccata ai pregiudizi, e magari ad alcune preghiere stereotipate. Uno stato questo che, solo grazie all’amore di Dio, si può cambiare in una vita nuova. Per ciascuno risuona infatti la sollecitazione: “Convertitevi e credete al Vangelo”. Questo l’invito che abbiamo ricevuto il giorno delle “Ceneri”!

P. Franco introduce a questo punto la figura di Angela attraverso i suoi primi 7 passi (trenta in tutto), raccontati e scritti in diretta da Frate Arnaldo che aveva ascoltato la sua prima e vera confessione, dopo altre fatte male, sacrileghe, che avevano giustamente turbato e addolorato Angela. La sua conversione avviene sempre più nitida attraverso 30 passi: sono passi di dolore, pianti, espiazione, penitenze, e di tanto amore nella consapevolezza di aver offeso oltre il Signore, tutte le creature, ma anche di profonda preghiera, e di opere di carità. C’è una luce che lentamente le si prospetta: è quella dell’amore, perché “più si conosce, più si ama, e più si ama e più si desidera…”afferma P. Franco. A questo punto Angela passa dalla croce alla contemplazione del Crocifisso (“Il libro della vita”, dirà poi). Iniziano uno dopo l’altro i “passi” che Angela racconta con grande meticolosità. Sono i passi di una severa “ascesi”, il passaggio cioè, dalla paura della dannazione al distacco da tutti gli orpelli di una vita frivola,  da penitenze e mortificazioni severissime, all’”esperienza” dell’amore, cui faranno seguito i “passi” della successiva fase “mistica”, quella di un amore totale al crocifisso. Passa finalmente dalla semplice “conoscenza” all’ “esperienza” dell’amore di Dio. Sente, proprio il mercoledì santo, mentre è in preghiera, che Gesù le dice: “Non ti ho amato per scherzo!”. E qui P. Franco dice come questa consapevolezza rivela la situazione che si crea nell’anima di Angela e in ciascuno di noi se ci lasciamo “fare” dal Signore: “Più si conosce, più si ama, e più si ama e più si desidera”. Questo “eccesso” di amore al Crocifisso produce in Angela, una conformazione sempre più piena dell’anima a Cristo; che anche un eventuale silenzio di Dio nella sua e quindi anche nella nostra vita, non esclude l’esperienza di amore che rimane e cresce.

Ma tutto questo per chi è e come può collocarsi nella nostra vita di fede? E’ la domanda che viene posta in un intervento al termine della relazione riallacciandosi alla frase da P. Franco: “più si conosce, più si ama, e più si ama e più si desidera…”. Se la nostra vita spirituale non si pone in questa ottica e rimane fissa a preghiere stereotipate, alle stesse pratiche di pietà, ad una religiosità abitudinaria, la conoscenza di Angela rimane sterile e non serve, se ne può fare a meno, se non per curiosità, ma se tocca le corde del cuore e dell’amore, Angela diventa una vera sorella spirituale che ci aiuta a crescere nella fede e nell’amore di Dio. Il grande conoscitore ed estimatore di Angela, Claudio Leonardi nel suo ultimo articolo (L’Osservatore romano del 23 maggio 2010) prima della sua morte scrive: “….tutti sono chiamati a passare dalla fede in Dio all’esperienza di Dio che comincia sempre con il pentimento dei peccati e l’offerta di sé alla volontà di Dio…”.

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