Lettera dai frati radunati al Capitolo Generale Straordinario 2018

LETTERA APERTA A TUTTE LE FRATERNITÀ DELL’ORDINE

DAI FRATI RADUNATI AL CAPITOLO GENERALE STRAORDINARIO 2018 PER LA REVISIONE DELLE COSTITUZIONI 

“Dopo che il Signore mi donò dei fratelli, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare; ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo” (Testamento n.16 FF 116).

       Cari confratelli il Signore vi dia pace!

Noi frati convocati al 201° Capitolo generale straordinario per la revisione delle Costituzioni, giunti al termine di quest’esperienza (24 Luglio – 26Agosto), desideriamo far giungere a ciascuno dei 612 conventi dell’Ordine sparsi nel mondo il nostro saluto e messaggio. Siamo 112 frati provenienti da 64 Paesi, di cui 83 vocali, mentre gli altri fratelli sono impegnati per la segreteria (traduttori, interpreti, animatori liturgici). La nostra intensa esperienza si è snodata a Nemi, presso il Centro “Ad gentes” dei Missionari Verbiti, in un contesto paesaggistico avvolto dalla bellezza e dalla provvidenziale brezza serale dei Colli Romani, che si specchiano sui laghi di origine vulcanica di Nemi e Albano, trenta chilometri a sud di Roma.

All’inizio ci chiedevamo cosa avremmo fatto per cinque lunghe settimane qui a Nemi, poi pian piano è cresciuta la consapevolezza di far parte di un Capitolo “storico”, che nelle Costituzioni da revisionare ha toccato con mano uno strumento prezioso che dice la nostra identità francescana e può favorire il rinnovamento della nostra vita. Questa chiara percezione ha meritato tutto il nostro impegno fatto di ascolto-dialogo-discernimento, come ci ha incoraggiati a praticare il nostro confratello Vescovo Fra Roberto Carboni nella giornata di ritiro. Soprattutto a partire dalla preghiera comunitaria, che ha ritmato i giorni ed è stata abbondante e plurilingue, compresa la proposta della quotidiana preghiera del Rosario e Adorazione Eucaristica alle ore ventuno; sia in chiesa come in aula, abbiamo respirato con i due polmoni della Chiesa attingendo al tesoro della tradizione d’Oriente e d’Occidente. Nella preghiera abbiamo quotidianamente portato al Signore le lacrime del mondo, come la tragedia di Genova (14 Agosto), ascoltando direttamente dai confratelli capitolari le drammatiche e toccanti situazioni del Venezuela e del Kerala (India) e sentendoci fratelli di tutti.  Abbiamo sperimentato la grazia della fraternità valorizzando quotidianamente i vari momenti di incontro, di lavoro e di festa. Nei pasti, in sala capitolare, nelle ricreazioni e nelle uscite fraterne, abbiamo gustato la diversità come ricchezza dell’Ordine percependoci come un “laboratorio” di fraternità internazionale.

Il nostro intenso lavoro è stato preceduto da un gruppo di frati, che ha faticato fin dalla scelta del Capitolo generale ordinario del 2007 di rivedere le Costituzioni, nella riflessione e stesura dell’Instrumentum laborispredisposto per questo Capitolo. Il merito va ascritto al CERC (Comitato Esecutivo per la Revisione delle Costituzioni) che ha redatto i 620 paragrafi dell’Instrumentum, attingendo a sua volta agli apprezzati contributi giunti da tutte le comunità del mondo e dal CIRC (Commissione Internazionale per la Revisione delle Costituzioni). Il Ministro generale Fra Marco Tasca con il suo Definitorio hanno accompagnato questo lungo cammino. Undici anni di lavoro sapiente – specie per il CERC – non sono pochi; a questi confratelli il nostro grazie.

Il nostro apporto al Capitolo straordinario è consistito nel visionare i 620 paragrafi dell’Instrumentum,con il seguente modus procedendi: lettura-riflessione-discussione-votazione di ogni singolo paragrafo, con la possibilità di proporre testi modificati (iuxta modum). Hanno coadiuvato il percorso varie commissioni, convocate praticamente ogni giorno per il buon andamento del Capitolo: la Commissione Centrale (lettura e vaglio di ogni testo proposto), la Commissione dei Giuristi (per l’apporto giuridico) e in cabina di regia, il Consiglio di Presidenza che ha guidato l’intero processo.

Nell’aula capitolare non sono mancate le tensioni, specialmente attorno ad alcuni paragrafi per quanto essi rappresentano, a partire dalla sensibilità e dalla cultura di ogni giurisdizione. Ci siamo così esercitati nell’ascolto, nel dialogo e nella ricerca di orizzonti comuni, rispettosi del carisma prima ancora che delle vedute personali e nazionali.

A partire dal buon clima fraterno che si è via via creato qui a Nemi, vogliamo ora consegnarvi alcune acquisizioni che ci hanno fatto bene qui al Capitolo.

Anzitutto abbiamo riscoperto che la fraternitàper non essere una parola vaga, nasce dalla volontà dell’incontroe dell’ascoltodel fratello, della sua storia, della sua vocazione, della sua cultura, del suo sentire profondo; come pure nasce dal comune discernimentodi come oggi vogliamo vivere il carisma francescano, tra memoria grata e sguardo in avanti. Ascolto, discernimento e infine, decisionecondivisa della strada da imboccare, per incarnare oggi il Vangelo con il cuore di Francescoe dei nostri santi, alla luce della tradizione del nostro Ordine. Per questo siamo stati convocati a Capitolo, e voi fratelli ci avete delegati per cogliere ciò che è “costitutivo” della nostra vocazione, aldilà di ogni latitudine e longitudine delle nostre giurisdizioni. Ci siamo ripetuti più volte l’importanza del comunicare che mette insieme le differenze, a volte forti che esistono tra noi, senza negarle; dell’ascolto che non vuole convincere l’altro e da vivere con cuore libero; della vita feriale e concreta – nostra e della gente -, come approdo e ricaduta di ogni nostra scelta. Sorridendo ci siamo anche detti che non stiamo riscrivendo il Vangelo, nemmeno le Costituzioni (ci sono già!), ma le stiamo revisionando con uno sguardo di speranza al presente e al futuro. Soprattutto guardando in avanti con fede immensa nel Signore Gesù, Signore della Storia.

In particolare, vivendo insieme in più di cento frati, provenienti da oltre sessanta Paesi del mondo, e scrutando la geografia dell’Ordine nonché il “villaggio globale” che abitiamo, ci pare forte la chiamata a passaredalla multiculturalità, dato di per sé evidente ed esterno, all’interculturalitàovvero all’incontro che unisce le differenze e i doni di ogni cultura nel nome del Vangelo e della comune vocazione francescana, al fine di inculturarsinel noi-qui-ora ove ci pone l’obbedienza. Fondamento sicuro è la comunione con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, dalla quale è nata la Chiesa e, nel suo grembo, la fraternitasdel padre San Francesco. Da questa consapevolezza sgorga la continua provocazione a ri-formare, cioè dare forma nuova alla nostra vita, con fedeltà creativa alla nostra identità francescana.

Come vivere quest’itinerario? Nelle nuove Costituzioni noterete il continuo riferimento agli Scritti del Serafico Padre e alle fonti francescane. Abbiamo “recuperato” l’esperienza di frate Francesco, personale e con i suoi frati, perché dentro c’è il suo percorso di conversione, di discepolo, di fratello universale, innamorato del Signore Gesù “umanato” ed “appassionato” per amore nostro. C’è la nostra vocazione, ciò che ci ha portati a questa avventura di sequela. C’è soprattutto la bellezza della nostra vita casta-povera-obbediente, come quella di Gesù e Francesco, la freschezza del Vangelo, la letizia della fraternità, l’ansia dell’annuncio missionario. C’è la gioia del carisma prima ancora della legge, la vita prima del diritto (che pure c’è e deve esserci, ma deve scaturire da un’esperienza personale con il Signore che ci ha segnati!). C’è la provocazione a crescere, a non fermarsi, in una formazione continua che va dai primi passi in questa forma di vita, sino a quando “sorella morte” ci porterà all’abbraccio con il Padre “onnipotente, eterno, giusto e misericordioso” (cfr. FF 233). È un percorso stupendo il nostro della sequela, sulle orme di frate Francesco, alla progressiva conformitascon Gesù, nostro unico Signore!

Nonostante la bontà della fraternità e anche del luogo, non vi nascondiamo la fatica nello stare un mese intero in Capitolo dentro un ritmo intenso, spesso ripetitivo, lontani dalle nostre Province, privandoci di giorni di vacanza (nessuno di voi del resto, ci ha invidiato). Eppure, ci ha sempre sostenuti e incoraggiati la consapevolezza che ha senso quanto abbiamo cercato di fare, con l’aiuto dello Spirito Santo, per il bene dell’Ordine, per la sua ri-forma. Ci siamo lasciati guidare dalla visione dell’Ordine che sogniamo da qui ai prossimi 50 anni, dalla profezia di una vita che si rinnova per avere le ali della speranza, e non rimanere solamente custodi delle nostre sante radici. Il testo delle Costituzioni che avrete tra le mani non è certamente perfetto, probabilmente nemmeno nella forma perché risente delle nostre riflessioni, discussioni ed anche tensioni. Ci auguriamo però, che vi possiate percepire alcuni valori importanti, in vista della ri-forma della nostra vita e che possono renderla nuova: la centralità della fraternità che vive il Vangelo con fedeltà al carisma ricevuto, e la creatività profetica che esce in missione, che predilige i poveri e accoglie le sfide del nostro mondo nello stile della minoritase del dono di sè, che non si chiude nel proprio star bene (particolarismo conventuale e provinciale) ma si apre alle necessità della Fraternità più ampia e della Chiesa, sentendo l’Ordine come la nostra Famiglia nel “villaggio” del mondo (interculturalità e inculturazione, solidarietà e cooperazione).

Proprio qui a Nemi, ove lo sguardo spazia dal lago alla pianura costellata di paesi sino al mare, presso la casa dei Missionari Verbiti che ci ospita, lavorò la commissione che diede alla luce nel Concilio Vaticano II il decreto “Ad gentes” sull’attività missionaria della Chiesa (7 Dicembre 1965), slancio coraggioso per una Chiesa sulle strade del mondo per portare l’annuncio del Vangelo. Come Ordine ci auguriamo che le nuove Costituzioni, nate nel medesimo luogo in questo Capitolo generale straordinario, siano per tutte le nostre fraternità spinta a camminare “ad gentes”, “in uscita”, “nelle periferie esistenziali”, nella “casa comune” del creato, come ci esorta Papa Francesco. Soprattutto ri-forma della nostra vita, perché siano sempre più autentici l’adesione al Signore Gesù, il servizio alla Chiesa e al mondo come Frati Minori Conventuali. Per questo, noi frati capitolari vi chiediamo di prendere in mano le nuove Costituzioni, facendone occasione di riflessione e soprattutto di proposte di vita nuova.

Padre misericordioso, concedici per la forza incandescente dello Spirito Santo di poter seguire le orme del tuo Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo, come ha fatto frate Francesco e la sua fraternità, rinnovando e attualizzando la passione della sequela. Donaci di ringraziarti e servirti con grande umiltà, ogni giorno e in ogni luogo, per poter infine, giungere a te, Altissimo, onnipotente e buono, conformi al tuo Figlio, per renderti grazie in eterno (cfr. FF 233. 263).

Accompagnaci ancora, sancte pater Francisce, nei sentieri del tempo per vivere oggi il Vangelo da Frati Minori Conventuali!

 

Nemi-Roma, 26 Agosto 2018

I frati del CCI Capitolo generale straordinario

 

 

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