Piglio. La comunità francescana di San Lorenzo ha ricordato san Francesco d’Assisi.

Piglio. La comunità francescana di San Lorenzo ha ricordato san Francesco d’Assisi, il santo poverello.

Con una Santa Messa, che è stata officiata il 4 Ottobre alle ore 17,00, da P. Angelo Di Giorgio nella chiesa di San Lorenzo in Piglio, alla presenza del Sindaco avv. Mario Felli, dell’Ordine Francescano Secolare e di numerosi fedeli si è conclusa la festa in ricordo del Serafico Padre che era stata preceduta da un triduo di preparazione durante il quale dopo la recita del rosario, il celebrante P.Angelo, durante la Messa ha magistralmente delineato la figura del Santo, i suoi carismi, la sua totale adesione a Cristo povero e crocifisso, soffermandosi, durante il ricordo del “Transito”, sull’incontro di Francesco con sorella morte.

Terminata la celebrazione, davanti la statua del Santo che sovrasta una caratteristica fontanina sita a lato del convento, è stato declamato il “Cantico delle Creature” in un’atmosfera di silenzio e di profondo raccoglimento.

Poi è stato piantato alla presenza del Sindaco, un alberello di ulivo, simbolo della pace, offerto dal Comune, lungo il viale del S. Cuore dove è sepolto il Venerabile P. Quirico, che, come S. Francesco, fu uomo di pace, soprattutto come “messaggero di riconciliazione” nella cittadina di Trevi nel Lazio.

Le prime citazionidi Piglio in un contesto di storia serafica, ci vengono dalle illustri penne di Tommaso da Celano e di Bonaventura da Bagnoregio. Nel suo trattato dei miracoli (1250) Tommaso da Celano narra:

Nel paese di Piglio, nella Campagna di Roma, nella festa di san Francesco, una donna eseguiva in fretta un suo lavoro. Rimproverata da una nobildonna, essendo tale festa osservata da tutti con religiosa venerazione, rispose: “Mi manca poco a finire il mio lavoro, veda il Signore se commetto una colpa!” Subito vide nella figlia che le sedeva accanto, avverarsi il grave giudizio. La bocca della bambina si era storta fino alle orecchie, e gli occhi uscivano dalle orbite stravolti in modo orribile. Accorrono donne da ogni parte e imprecano contro l’empietà della madre, causa di disgrazia alla figlia innocente. Senza indugio essa si getta a terra accasciata dal dolore, promettendo di osservare ogni anno il giorno del Santo e di dar da mangiare in tale occasione ai poveri per riverenza a questo Santo. All’istante cessò il tormento della figlia, quando la madre che aveva peccato, si pentì della sua colpa” .

Dal racconto di Tommaso da Celano si deduce come la devozione a San Francesco fosse allora ben radicata tra gli abitanti del Piglio, sentita dai pigliesi come festa di precetto che giustifica la presenza dei minoriti in loco tra il 1228 e il 1250.

Questo potrebbe essere valido elemento in favore di una fondazione anteriore al 1228, magari ad opera dello stesso San Francesco.

Tra le tante supposizioni comunque, una data è assolutamente certa: nell’anno 1265 si trovava da vari anni un nucleo di minoriti insediatisi sullo scosceso versante meridionale del Monte Scalambra, da quello anno troviamo infatti nel cenobio un frate illustre: il Beato Andrea Conti (1240.1302).

Il passaggio di San Francesco a Piglio, non passò inosservato alla comunità pigliese che volle dare una dimostrazione concreta di fede durante i festeggiamenti in onore del Beato Andrea Conti del 1982, installando una croce lungo la strada che conduce al convento di San Lorenzo.

Fonte: Giorgio Alessandro Pacetti – Anagnia

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